Villa San Vito

Da DPCServizi | Sab, 05/06/2023 - 11:11
In località Villa San Vito era in antichità un borgo medievale, per alcuni di fondazione più arcaica (romano-imperiale), sviluppato ai piedi del Monte Arcano dov'è tuttora visibile una cascata costruita su un'antica sorgente, che prese nel passato il nome di "Cascata Paradiso" per via della folta vegetazione che arricchiva lo scenario naturale. I resti di antiche abitazioni medievali sono ancora visibili grazie, sostanzialmente, al repentino abbandono dell'area in seguito alla violenta distruzione voluta dalla contessa Isabella Colonna, divenuta contessa di Fondi. La distruzione mediante incendio fu ordinato a causa di un contenzioso sorto tra la stessa contessa e il proprietario del feudo, il vescovo Giacomo Pellegrino, che aveva sul piccolo Monte di San Vito una residenza e una chiesa votata al Santo, di cui restano poche tracce archeologiche. Le case individuate, ancora per buona parte obliterate dal terreno, sono di tipo monocellulare e di forma quadrangolare o rettangolare, con all'interno banchette e rivestimenti in stucco bianco. Da San Vito si sviluppa un fitto bosco, l'unico esistente in Italia peninsulare con alberi da sughero (guercus suber), secondo solamente a quello sardo della Gallura. Il bosco si estende su una superficie di ca. 300 ha, presentando un tipico sottobosco mediterraneo, in cui è particolarmente prolifera l'erica, oltre ad una fauna piuttosto ricca di specie.

Portico della Scacco

Da DPCServizi | Sab, 05/06/2023 - 11:05
Nella piazzetta principale del Centro Storico si può ammirare il portico detto dello Scacco, perché ingresso alla casa del Vescovo Giacomo Pellegrino e dello stesso pittore. La struttura presenta un'arcata a sesto acuto sui lati brevi e a tutto sesto in facciata, entrambi poggiati su imposte a mensola posizionate ad altezze differenti, si ritiene che l'arcata possa essere datata al 1400. Sull'abitazione del pittore era la casa del vescovo, residenza in cui G.P. mori nel 1537. In asse con l'arcata in facciata è una lunga galleria che in origine dava accesso con una scalinata all'abitazione del vescovo. Sul retro della residenza vescovile dov'era una graziosa finestra bifora recentemente rimossa dagli attuali proprietari, sono ancora visibili, a 0,50 m da terra, le iniziali dello stesso vescovo scolpite sulla pietra e dipinte di rosso. Di fronte è la residenza estiva del vescovi di Fondi prima e di Gaeta poi che durante la Sacra Vitatio fatta da G.B. Comparini nel 1599 fu utilizzata, per un lungo periodo, come sede privata del vescovo, Tale struttura presenta tre livelli di cui il primo corrisponde al piano stradale e non conserva più gli clementi caratteristici presenti sul resto della facciata, si tratta di finestre e balconi incorniciati da stucchi modanati e sormontati da timpani e lunette aggettanti; sul lato sud è ancora presente un piccolo terrazzo che affaccia sul mare.

Castello e Porte Urbiche

Da DPCServizi | Sab, 05/06/2023 - 10:45
Nella parte più interna del monte sorge il Castello di origine longobarda (VII secolo) che domina tutta la parte bassa. L'intero complesso sarebbe stato costruito sui resti di una fortezza o di un tempio romano. La sua pianta è irregolare, munita di un cortile interno, più arcaico e di forma quadrangolare, e uno più esterno, irregolare, dovuto all'ampliamento fatto eseguire da Onorato II Catani fortificandone anche la cinta esterna con l'innalzamento di altre torri. I diversi ampliamenti sono ben visibili sulla facciata esterna realizzata interamente in pietra locale, sulla quale è anche presente un piccolo balcone forato utilizzato, in caso di attacchi, per rovesciare olio bollente sui nemici. Il castello controlla la piana di Fondi e di Monte San Biagio, eccellente luogo di vedetta per i pericoli che giungevano dal mare e dalle terre limitrofe. Sul lato sud-ovest, nella parte più arcaica del complesso, sorge il grande torrione a pianta triangolare, uno dei pochi esempi esistenti in Europa. In prossimità dello stesso castello ed inserite nella originaria cinta muraria, sorgono le porte urbiche, esse erano tre: Porta Castello, realizzata su vicolo castello che da via Roma, mediante un'asse verticale, permetteva di giungere al castello, Porta San Rocco, visibile accanto al palazzo comunale, era in origine Porta Sant'Antonio Abate, la cui chiesa era posta proprio al di sopra della porta urbica, Porta San Vito, così chiamata perché rivolta verso il feudo di San Vito. Di queste porte, due delle quali smontate all'avvento del 1900, restano le sole imposte delle arcate originarie. Le porte urbiche immettevano in un'unica galleria medievale percorribile, il cui tratto meglio conservato e quello visibile tra Piazza Verone e Porta San Vito. Tale galleria, costituita da arcate in successione interamente realizzate con pietre di varie pezzature e con aperture per le guarigioni armate di vedetta, erano dei classici passaggi coperti, rinforzati all'esterno da contrafforti, da cui vari vicoli consentivano, e consentono tuttora, di risalire verso il centro alto per giungere velocemente al castello.

Museo Archeologico Oreste Nardini

Da DPCServizi | Gio, 05/04/2023 - 16:59
Mostra circa quattrocento reperti che vanno dalla Protostoria al Medioevo, tra i quali, bronzi, epigrafi, sarcofagi, sculture e materiali ceramici, come il Sarcofago delle Fatiche di Ercole del II secolo d.C., noto anche come il Sarcofago di Velletri, la Lastra dell’Orante, una lastra sepolcrale cristiana di IV secolo d.C. con scene dal Vecchio e Nuovo Testamento, e le cosiddette Terrecotte Volsche, lastre fittili di rivestimento rinvenute nel 1910 nell’area delle S.S. Stimmate.

Pullarella

Da DPCServizi | Mer, 05/03/2023 - 19:52
Qui si conserva ciò che resta dell’originario borgo medioevale, accessibile un tempo soltanto dall’ingresso del castello. Tale denominazione deriva, secondo alcuni, dal fatto che il Palazzo simboleggiava la chioccia e le case retrostanti i pulcini. Secondo altri la presenza di galline e quindi di una “pulla” ne sarebbe invece all’origine. La conformazione attuale del luogo, che si presenta caratterizzato da vicoli stretti ed abitazioni a più piani, richiama quella originaria, che è rimasta pressoché inalterata.

Palazzo Ruspoli

Da DPCServizi | Mer, 05/03/2023 - 19:36
La storia di palazzo Ruspoli inizia tra il IX ed il X secolo d.C., quando nell’attuale piazza Umberto I sorge il nucleo originario del castello medioevale fortificato, appartenente probabilmente ai Conti di Tuscolo. La struttura presentava un bastione centrale e tre torri: le due laterali (di cui una soltanto resta ancora in loco) e quella detta saracena, alta circa 40 m, che tuttora la sovrasta. Tra le altre famiglie nobili che si sono avvicendate al potere si hanno i Frangipane, i Braschi, gli Annibaldi, i Colonna, i Cenci, i Rospigliosi, gli Orsini e da ultimi i Ruspoli, da cui il nome del Palazzo, i quali nel 1993 hanno ceduto la struttura al signor Mario Garofalo. Tra le sale utilizzate per esposizioni, concerti e manifestazioni di vario genere vi sono la Sala delle Armi, la sala del Pattinaggio e le antiche scuderie del palazzo. Di notevole pregio le opere del pittore Liborio Coccetti, autore delle tempere eseguite all’interno nel 1784, e la scalinata di accesso al palazzo su piazza Umberto I attribuita all’architetto Valadier.

Museo del Medioevo Ebraico

Da DPCServizi | Lun, 04/03/2023 - 15:05
Il Museo Ebraico è ubicato nella Giudea, l'antico quartiere ebraico di Fondi, ed è nato con il fine di recuperare e valorizzare le testimonianze e la memoria della presenza di una comunità, quella ebraica appunto, che vi si insediò probabilmente già a partire dalla tarda antichità e vi restò fino alla metà del 1500 circa. Il Museo promuove eventi culturali, attività didattiche e iniziative di sostegno agli studi e alle ricerche storiche nel settore.

Museo Medievale di Fossanova

Da DPCServizi | Lun, 04/03/2023 - 10:35
Allestito in un suggestivo contorno del Duecento offerto dalla Foresteria cistercense di Fossanova, un unico, grande ambiente che si impone aulico e maestoso al pari di tutti gli edifici dell’Abbazia, il Museo Medievale racconta le ultime fasi di vita di Privernum romana, dal VI al XII secolo, e mette in mostra le importanti testimonianze altomedievali della città, fra cui un sontuoso apparato scultoreo e pittorico della sua più antica chiesa cristiana.